Dalle imprese ai territori fino alle politiche globali, il progetto PLOTTI analizza come integrare innovazione tecnologica e transizione ambientale nei sistemi manifatturieri italiani.
La transizione verso la sostenibilità ambientale è oggi sempre più intrecciata con l’innovazione digitale, dando forma alla cosidetta Twin Transition: una doppia transizione in cui tecnologie digitali e obiettivi green si influenzano e si rafforzano reciprocamente. Non si tratta solo di adottare nuove soluzioni tecnologiche o di ridurre l’impatto ambientale, ma di ripensare modelli produttivi, strategie territoriali e politiche pubbliche in modo integrato.
A livello di impresa (micro), la Twin Transition prende forma nelle scelte quotidiane di investimento e innovazione. Molte organizzazioni stanno investendo in tecnologie digitali avanzate, come l’intelligenza artificiale, per supportare innovazioni green e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse.
Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli: resistenze manageriali, incertezze strategiche e limiti finanziari frenano i progressi, in particolare nelle piccole e medie imprese. Questo solleva interrogativi cruciali sui fattori che favoriscono o impediscono lo sviluppo e l’adozione di innovazioni digitali e ambientali, e su come tali strategie si intreccino nei processi organizzativi interni.
Il ruolo dei territori è altrettanto centrale. Ecosistemi locali caratterizzati da solide competenze sia nel digitale sia nelle tecnologie ambientali risultano più pronti ad affrontare la Twin Transition, mentre le disparità tra aree urbane e rurali generano traiettorie divergenti. In questo contesto, l’allineamento tra attori diversi attorno a obiettivi condivisi e la definizione di modelli di governance efficaci diventano elementi centrali per favorire percorsi di innovazione sostenibile nei territori.
È in questo scenario che si inserisce il progetto finanziato PRIN-PNRR Place Leaders Of Twin Transition in the Italian local manufacturing systems (PLOTTI), dedicato all’analisi dei territori manifatturieri italiani che emergono come “leader locali” nella Twin Transition.
Il progetto si è recentemente concluso con un workshop presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento e ha coinvolto un team di ricerca composto dall’Università di Trento come capofila, l’Università di Milano-Bicocca e il Politecnico di Milano, in particolare il Dipartimento di Ingegneria Gestionale.
L’obiettivo è stato sviluppare metriche capaci di rappresentare in modo sistemico la Twin Transition, integrando dimensioni digitali, ambientali e di utilizzo del digitale a supporto della sostenibilità. Attraverso un approccio multidisciplinare e multilivello, il team di ricerca ha raccolto e armonizzato dati quantitativi e qualitativi provenienti da fonti eterogenee, realizzando strumenti analitici e dashboard utili a mappare l’adozione di tecnologie digitali, le pratiche ambientali e l’accesso ai finanziamenti dedicati alla transizione.
Tra le principali sfide affrontate emergono la complessità della raccolta e dell’integrazione dei dati territoriali e aziendali e la difficoltà nello sviluppo di metriche affidabili per misurare il grado di maturità dei territori rispetto alle due transizioni. Nonostante ciò, l’analisi restituisce un quadro ricco di spunti.
A livello provinciale si osserva una forte concentrazione dei finanziamenti destinati alla transizione ambientale, mentre le risorse per la digitalizzazione risultano distribuite in modo più uniforme.
Sul fronte aziendale invece, colpisce il basso livello di comunicazione dei progressi nelle due transizioni, con una criticità particolarmente marcata sul versante ambientale: l’analisi dei siti web delle imprese beneficiarie di finanziamenti mostra un diffuso silenzio rispetto alle pratiche green adottate. Inoltre, l’allineamento tra dimensione digitale e ambientale appare solo parziale, segnalando che i percorsi di trasformazione non sempre sono realmente integrati.
Un elemento particolarmente significativo riguarda le relazioni di filiera. I dati mostrano che la probabilità di investire in sostenibilità e l’intensità delle pratiche green aumentano con l’esposizione delle imprese alle catene di fornitura, sottolineando l’importanza della dimensione relazionale nei processi di transizione.
Il progetto apre le porte a future ricerche a livello macro, dove i decisori politici si confrontano con le implicazioni ambientali e sociali delle infrastrutture digitali, sempre più energivore, come quelle necessarie per l’intelligenza artificiale. Iniziative globali e nazionali, dal Green Deal europeo ai programmi Africa-EU Green Energy, dalle strategie Global Gateway per Africa e America Latina ai piani di transizione climatica in Cina e Australia testimoniano l’impegno crescente verso modelli di sviluppo più sostenibili, ma l’efficacia delle politiche varia tra Paesi e regioni. Comprendere come le strategie globali si intreccino con le specificità locali diventa quindi essenziale per evitare disallineamenti e massimizzare l’impatto degli interventi.
Nel complesso, PLOTTI conferma che la Twin Transition non può essere affrontata in modo frammentato. L’integrazione tra trasformazione digitale, ambientale e sociale richiede coordinamento tra imprese, territori e policy maker. La vera sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: costruire un allineamento multilivello capace di valorizzare le specificità dei contesti locali e sostenere percorsi di innovazione coerenti con le esigenze economiche, sociali e ambientali del futuro.
Per maggiori dettagli, visita il sito web dedicato al progetto PLOTTI cliccando qui.
