OutProFeed: come il digitale può supportare l’efficacia della psicoterapia

Un progetto italiano che ha esplorato come strumenti digitali e feedback sistematico possano migliorare l’efficacia della psicoterapia.
Il progetto OutProFeed è un’iniziativa di ricerca che ha visto la collaborazione tra l’Università degli Studi di Bergamo come capofila, il Politecnico di Milano e l’Università degli studi di Palermo, con l’obiettivo di comprendere se e come pratiche innovative già consolidate a livello internazionale potessero essere adottate nel contesto italiano della psicoterapia. Il progetto è stato finanziato nell’ambito del programma PRIN 2022 del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Al centro dell’iniziativa ci sono due approcci: il Routine Outcome Monitoring (ROM) e la Feedback-Informed Therapy (FIT). Il ROM consiste nel raccogliere sistematicamente dati sugli esiti della terapia, per capire se il percorso sta funzionando, mentre il FIT utilizza il feedback diretto del paziente durante il percorso per orientare il lavoro del terapeuta e favorire un dialogo più collaborativo in seduta.
A livello internazionale, queste pratiche hanno dimostrato di migliorare i risultati terapeutici e di rendere più centrico il paziente nel percorso di cura. In Italia, però, la loro diffusione è ancora limitata, soprattutto a causa della forte autonomia professionale dei terapeuti e della frammentazione dei servizi.
In questo quadro, il contributo del Politecnico di Milano, in particolare del Dipartimento di Ingegneria Gestionale, è stato quello di analizzare il ruolo del digitale come strumento abilitante, affiancando le competenze cliniche delle università partner con competenze sui temi dell’innovazione, dell’organizzazione e dell’implementazione dei sistemi digitali. Non si è trattato solo di verificare l’efficacia clinica del ROM, ma di capire come strumenti digitali possano essere integrati concretamente nel lavoro quotidiano degli psicoterapeuti.
Il progetto ha studiato una piattaforma digitale pensata per semplificare la raccolta dei dati: somministrazione dei questionari, visualizzazione dei risultati e restituzione strutturata del feedback. Le analisi di usabilità hanno mostrato che il digitale può ridurre il carico amministrativo e rendere più immediato l’accesso alle informazioni utili per la pratica clinica. Allo stesso tempo, sono emerse alcune criticità: alcune funzionalità richiedono un maggiore allineamento con le modalità di lavoro dei terapeuti e una particolare attenzione al modo in cui i dati vengono condivisi con i pazienti, per evitare fraintendimenti o effetti indesiderati sulla relazione terapeutica.
I principali risultati di OutProFeed sono stati presentati e discussi nel corso dell’evento di chiusura, che si è svolto il 9 febbraio 2026 in modalità streaming. L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione e confronto tra ricercatori e professionisti. Il Dott. Antonino La Tona (Università di Bergamo) ha illustrato le evidenze cliniche sul ROM e sul FIT e le loro implicazioni per il contesto italiano. I risultati sono stati poi commentati dal Prof. Angelo Compare (Università di Bergamo), dal Prof. Gianluca Lo Coco (Università di Palermo) e dal Prof. Franco Del Corno (Associazione per la Ricerca in Psicologia Clinica).
Una seconda parte dell’evento è stata dedicata al ruolo del digitale, con un intervento del Dott. Mattia Olive (Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano), focalizzato sui risultati relativi all’usabilità delle soluzioni digitali e ai processi di implementazione. Il confronto è stato arricchito dai commenti della Prof.ssa Cristina Masella (Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano) e della Dott.ssa Jennifer Colombo, psicologa e psicoterapeuta in formazione.
Le riflessioni finali, affidate alla Prof.ssa Laura Parolin (Università di Milano-Bicocca) e alla Prof.ssa Valentina Di Mattei (Ordine degli Psicologi della Lombardia), hanno aperto una discussione più ampia sul futuro dell’uso dei dati e del digitale in psicoterapia.
Dal progetto emerge la necessità di strategie di implementazione mirate, volte a tenere conto delle differenze tra approcci clinici e contesti formativi. In particolare, il progetto evidenzia il ruolo strategico delle scuole di psicoterapia come leva per la diffusione di queste pratiche. Alcuni orientamenti, più abituati a lavorare con strumenti strutturati e misurazioni, tendono a percepire il ROM come più coerente con il proprio modello clinico; altri mostrano maggiori resistenze, legate al timore che la standardizzazione possa interferire con la complessità del lavoro terapeutico. In questi casi, l’implementazione richiede un accompagnamento specifico, un linguaggio adeguato e spazi di confronto dedicati.
OutProFeed mostra quindi che il digitale può supportare l’efficacia della psicoterapia solo se inserito all’interno di priorità di azione chiare: formazione mirata, adattamento degli strumenti alle diverse pratiche cliniche e coinvolgimento attivo dei professionisti lungo tutto il processo di cambiamento. In questa prospettiva, l’innovazione digitale diventa un percorso condiviso, capace di valorizzare la pluralità degli approcci e di accompagnare l’evoluzione delle pratiche cliniche.