Materie prime critiche e resilienza delle supply chain: i risultati del progetto CASCADE

Progetto PRIN PNRR 2022

Si chiude il progetto CASCADE: due anni di ricerca sulle materie prime critiche mostrano come affrontare fragilità e rischi delle supply chain italiane ed europee, tra sostenibilità e politica industriale.

Il 26 febbraio si è tenuto a Roma, presso Confindustria, l’evento “Materie prime critiche e resilienza delle supply chains”, dedicato alla presentazione dei risultati del progetto PRIN-PNRR CASCADE Criticality Analysis for Supply Chain Availability and Dependency Evaluation, che ha concluso due anni di ricerca finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Garantire la disponibilità di materie prime critiche è oggi una priorità strategica per l’Europa. Instabilità geopolitica, protezionismo e fragilità delle supply chain richiedono risposte coordinate tra industria, politica e ricerca.

Il progetto CASCADE, realizzato dal network interuniversitario Re4It – con Università di Bologna come coordinatore, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Bergamo e Università degli Studi dell’Aquila – in collaborazione con il Centro Studi Confindustria, ha analizzato le dipendenze critiche dell’industria italiana ed europea rispetto a quattro materie prime fondamentali: alluminio, rame, titanio e terre rare. Lo studio ha preso in esame filiere strategiche come aerospazio, difesa, automazione industriale, mobilità e energie rinnovabili.

Per il Politecnico di Milano hanno partecipato i professori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale Antonella Moretto, Stefano Elia,Matteo Kalchschmidt e Alessio Ronchini, contribuendo all’analisi delle vulnerabilità lungo le filiere globali e alla valutazione prospettica delle criticità di approvvigionamento nei prossimi cinque anni. Gli altri membri del progetto sono Paolo Barbieri e Pietro De Ponti dell’Università di Bologna, Cristina Pensa di Confindustria Roma, Albachiara Boffelli e Daniele Paparusso dell’Università di Bergamo, Luciano Fratocchi dell’Università de L’Aquila.

I risultati mostrano un progressivo irrigidimento delle condizioni di approvvigionamento, causato da volatilità dei prezzi, concentrazione geografica dell’offerta e tensioni geopolitiche, con impatti più marcati sui settori ad alta intensità tecnologica. La sostenibilità e il riciclo migliorano il profilo ambientale delle filiere, ma solo nel caso delle terre rare contribuiscono in modo significativo anche alla resilienza complessiva delle supply chain.

L’evento, organizzato da Cristina Pensa del Centro Studi Confindustria, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra accademia, imprese e istituzioni sui temi delle catene globali del valore, dell’autonomia strategica europea e delle politiche necessarie a rafforzare la competitività del sistema produttivo.

Condividi su: